Accademia Tedesca di Villa Massimo

L’Accademia Tedesca ha sede in via di Villa Massimo 1.

L’Accademia Tedesca DI Villa Massimo nacque nel 1910 come fondazione.

L’Accademia mette a disposizione borse di studio per dare la possibilità, a giovani artisti (nelle arti figurative), architetti e compositori, di soggiornare a Roma, offrendo anche le necessarie condizioni di lavoro.

Riaperta nel 2003, dopo i lavori di restauro, il suo programma prevede regolarmente esposizioni, concerti e incontri di lettura.

Per approfondire: www.villamassimo.de.

Ambasciata della Gran Bretagna

rcp-ambasciata-della-gran-gretagna-foto-di-luciano-valle L’Ambasciata della Gran Bretagna sorge in via XX Settembre, a ridosso delle Mura Aureliane appena prima di Porta Pia. E’ è un edificio moderno completato nel 1971 circondato da un parco che si estende fino a via Palestro e via Montebello.

L’area su cui sorge l’Ambasciata è delimitata a nord dalle Mura Aureliane e era attraversato un tempo dalla via Nomentana che usciva da Porta Nomentana, una posterula ancor oggi visibile a 30 metri a sinistra di Porta Pia. In tempi antichi, lungo il perimetro stradale si trovano delle tombe ma più tardi, entro il II secolo a.C., la zona venne ricoperta da grandi ville e botteghe suburbane. Seguì quindi un periodo di decadenza e di abbandono oppure di impieghi agricoli. Non si hanno notizie certe sul luogo fino al 1540, anno in cui i Capocci vi piantarono una vigna.

rcp-palazzo-torlonia-da-porta-pia-raccolta-roma-sparitaAlla metà del seicento, la famiglia di banchieri Costaguti creò un enorme parco formale da Porta Pinciana fino all’attuale sito dell’Ambasciata. Risale a questo periodo la grotta romana ancora esistente nel parco, vicino alle Mura Aureliane.

La proprietà fu acquistata  nel 1825 da Don Marino Torlonia, Duca di Bracciano, che demolisce il vecchio Casino Nobile lungo la via Pia, l’attuale Via XX Settembre, e costruisce il suo palazzo. Una fontana disposta sul muro ed un pilastro eretto dai Torlonia in commemorazione di una visita papale stanno lì a ricordarci il passato di questo luogo.

Il Governo britannico, nel 1870, acquista il palazzo e il parco retrostante e realizza la sua ambasciata nella nuova capitale del Regno d’Italia.

rcp-palazzo-torlonia-a-via-xx-settembreNel 1946, l’edificio fu gravemente danneggiato da attentato da parte dei Sionisti e dovette essere demolito completamente, ad eccezione delle stalle, della portineria e di un’entrata a volta in pietra sul lato destro dell’attuale ingresso per le vetture. Quasi tutto lo staff dell’Ambasciata fu trasferito temporaneamente a Villa Wolkonsky, in seguito acquistata come residenza dell’Ambasciatore. Nella demolizione, sotto le fondazioni del palazzo Torlonia furono ritrovate tracce dell’antico Casino Nobile Costaguti.

Il nuovo edificio per l’Ambasciata fu realizzato nel 1971 su progetto di Sir Basil Spence.

I vincoli architettonici per la progettazione di un edificio moderno così vicino alla Porta Pia di Michelangelo imposero una determinata altezza e la scelta del travertino. L’edificio è un quadrato, vuoto al centro, poggiato su pilastri. Sul davanti, un ingresso cerimoniale porta, attraverso un viale rialzato, alle due piscine con fontane a zampilli. La piscina sulla sinistra reca la scultura in bronzo di McWilliam intitolata La Strega di Agnesi (1959) in onore della matematica e filosofa italiana Maria Gaetana Agnesi (1718-1799), prima donna ad occupare la cattedra di matematica all’Università di Bologna.

Dal cortile si eleva un’imponente scalinata doppia che conduce all’ingresso cerimoniale, al di sotto del quale una piccola fontana contiene un mosaico del I secolo a.C. trovato nella grotta del parco. Altri antichi manufatti di epoca romana ritrovati nel parco si possono ammirare sull’altro lato del cortile e, nella parte posteriore, grandi urne in terracotta, poste fra i pilastri di sostegno del palazzo, ornano i lati di un’altra grande fontana che dà sul parco circostante. Un’altra grande scultura in bronzo, intitolata ‘Ritorno a Venezia’ ed eseguita nel 1988 da Lyn Chadwick, si ammira accanto al blocco d’ingresso, con due figure sedute che volgono le spalle al cortile.

Il terreno intorno è essenzialmente sistemato a prato, con numerosi alberi.

Sito Ufficiale: www.gov.uk/government/world/italy.it

Nei dintorni: Villa Patrizi, Villa Bonaparte,

Corso d’Italia

pi1-viadotto-di-corso-ditaliaLungo le Mura Aureliane, da Porta Pia a Porta Pinciana, passando davanti Porta Salaria (piazza Fiume) corre un ampia viale una volta completamente alberato: corso d’Italia.

Corso di Italia fu realizzato intorno al 1885 ed è un tratto del grande viale che costeggia esternamente le Mura Aureliane da Castro Pretorio al Tevere, costuituito da viale del Policlinico, corso dItalia, viale del Muro Torto.

Il suo nome deriva dal fatto che lungo il suo percorso si trova la Breccia di Porta Pia (il monumento davanti alla Breccia sarà costruito dieci anni dopo) e il quartiere restrostante (il rione Sallustiano e il rione Ludovisi) hanno le strade intitolate alle regioni italiane.

Come molti viali principali della nuova capitale, è piantato a platani e nel Novecento percorso da linee tramviarie. Ma Il viale pi1-corso-ditalia-1950-romasparitaalberato fu praticamente distrutto nel 1960 anno in cui, per l’Olimpiade, furono eliminati i tram e realizzati i sottovia per realizzare una strada di scorrimento per agevolare il traffico automobilistico tangenziale al centro di Roma.

Il corso inizia a Porta Pia e segue le Mura Aureliane.

A destra:

  • piazzale di Porta Pia
  • la Breccia di Porta Pia
  • via Augusto Valenziani
  • via Sulpicio Massimo
  • sa1-breccia-di-porta-pia-colonna-commemorativain alto la latrina pensile sulle mura
  • piazza Fiume in corrispondenza dell’antica Porta Salaria, oggi demolita
  • via Piave
  • via Lucania
  • Tuttis omnium perfectissima
  • via Romagna
  • via Piemonte
  • via Abbruzzi, all’angolo la Fons Ludovisia
  • via Toscana
  • via Marche
  • piazzale Brasile con Porta Pinciana

A sinistra:

  • piazzale di Porta Pia, tra Porta Pia e piazza Fiume, la parte del quartiere Salario costruito sul giardino di Villa Capizzucchi
  • via Alessandria
  • via Andrea Ripa
  • piazza Fiume, con via Bergamo, via Nizza e via Salaria
  • all’angolo il palazzo della Rinascente,del 1961, di Franco Albini e Franca Helg
  • pi1-villino-calderaial n. 45 villa Calderai segnata dalla torre d’angolo e dai delicati motivi ornamentali, meglio conosciuta gelateria Fassi per via della rivendita aperta per decenni nel giardino
  • via Tevere, in questa area, tra la via Salaria Nova e la via Salaria Vetus, si estendeva l’enorme Sepolcreto Salario
  • ai nn. 40-43, due palazzi per uffici di A. Antonelli e M. Greco connessi da un ponte vetrato,costruiti del 1968 demolendo due case costruite nel 1888 dell’arch. Ettore Bernich per Gregorio Moretti e per Vincenzo Martini,
  • via Aniene
  • al 38 la Casa Generalizia dei Carmelitani Scalzi (M. Paniconi e G. Pediconi del 1969)
  • la chiesa di Santa Teresa d’Avila.
  • via Santa Teresa d’Avila
  • villa Marignoli
  • via Po
  • via Giacomo Puccini
  • al n. 25  il Palazzo della CGIL , trasformato e ampliato del 1939 dall’ing. arch. Florestano di Fausto, per ospitare la sede della CFLA (Confederazione dei Lavoratori dell’Agricoltura)
  • l’NH Hotel, ex Hotel Jolly
  • piazza Brasile, dove converge via Pinciana e viale Sal Paolo del Brasile

La strada in oggetto è considerata di “grande viabilità”, corrispondentemente la sua manutenzione è responsabilità di Roma Capitale.

Porta Pia

no1-porta-pia-esterno-foto-di-luciano-vallePorta Pia è la porta delle mura aureliane situata sull’asse viario di via XX Settembre che dal Quirinale porta, con un percorso rettilineo, a via Nomentana. Si tratta di una delle ultime opere di Michelangelo Buonarroti ma la porta è nota soprattutto per l’episodio dell’entrata dei bersaglieri italiani in Roma, avvenuta il 20 settembre 1870 lì vicino, attraverso la cosiddetta Breccia di porta Pia che fu creata nelle mura dai cannoni piemontesi. Continue reading

Quartiere di Villa Patrizi

Una splendida villa sorgeva appena fuori alle Mura Aureliane tra via Nomentana e Castro Pretorio, Villa Patrizi.

Fu distrutta per far posto al Ministero dei Lavori Pubblici e al Palazzo delle Ferrovie.

Dalla lottizzazione del giardino della villa, chesi estendeva fino all’attuale viale Regina Margherita, nasce il Quartiere di Villa Patrizi, il primo quartiere di Roma destinato a uno specifico tipo edilizio, il villino.

Alla fine del 1920 il quartiere di Villa Patrizi, si può considerare completato e la sua realtà può assumersi come testimonianza rappresentativa dello sviluppo di quarant’anni di prassi progettuale dell’architettura romana, in particolare negli edifici residenziali borghesi dello stato liberale italiano.

In un clima culturale costantemente in bilico tra scelte moderniste di rinnovamento estetico o di conservazione delle tendenze formali, d’apertura e adesione agli influssi delle esperienze internazionali o di riflusso sui caratteri nazionalistici e ispirazione agli stili del passato, si viene a definire una produzione architettonica in grado di rappresentare esigenze funzionali, economiche e di rappresentanza del ceto borghese cui gli edifici sono destinati.

La continua rielaborazione–combinazione dei linguaggi rappresenta in definitiva il carattere peculiare dell’architettura romana negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento. Al concetto di stile si sostituisce progressivamente quello di gusto, un senso di bellezza inteso come decorazione, in cui attraverso l’applicazione dei partiti ornamentali si conferisce alle abitazioni urbane l’immagine più aggiornata e corrispondente alla moda del momento.

Per approfondire: il-quartiere-di-villa-patrizi

Villa Patrizi

no1-villa-patrizi-giuseppe-vasi-incisione-17Villa Patrizi era una splendida e grande villa che sorgeva appena fuori alle Mura Aureliane a Porta Pia, a destra della via Nomentana.

Approssimativamente l’area della proprietà era delimitata dalle attuali via Nomentana, viale Regina Margherita, viale del Policlinico (sotto le mura di Castro Pretorio).

Pasantemente danneggiata da anni di abbandono è danneggiata seriamente durante gli attacchi degli Italiani nel settembre 1870. Quello che rimaneva della villa è distrutto per far posto al Ministero dei Lavori Pubblici e al Palazzo delle Ferrovie, come allora si chiamavano il Ministrero delle Infrastrutture e il ministero dei Trasporti nonchè sede delle Ferrovie dello Stato, in piazza Croce Rossa 1. Il suo nome è rimasto in questo secondo edificio, che viene chiamato “Villa Patrizi”. Il nome è della villa è rimasto anche in via di Villa Patrizi che da piazza Croce Rossa porta a piazza Galeno.

no1-villa-patrizi-mappaDalla lottizzazione del giardino di Villa Patrizi nacque il cosiddetto Quartiere di Villa Patrizi, il primo quartiere di Roma destinato a uno specifico tipo edilizio, il villino.

Nell’area di Villa Patrizi era l’accesso alle sottostanti catacombe di San Nicomede.

Monumento al Bersagliere

img_0491-foto-di-luciano-valleUn’imponente statua di 4 metri di altezza, in bronzo, è quella che ogni giorno vedono i cittadini romani, e non solo, transitando per via Nomentana o corso Italia nei pressi di Porta Pia. Il monumento, posto proprio al centro del piazzale di porta Pia, è stato eretto per celebrare il corpo dei Bersaglieri e le loro storiche imprese, in particolare la Breccia di Porta Pia aperta nelle Mura Aureliane il 20 settembre del 1870.

Il monumento è inaugurato il 23 settembre del 1932 e vide l’audanata generale dei Bersaglieri alla presenza delle autorità. Molto interessanti i filmati dell’Istituto Luce che riprese l’evento.

Il monumento è costituito da una imponente scultura in bronzo, alta 4 metri, che raffigura un bersagliere scattante all’assalto, con fucile e tromba stretti nelle mani e, naturalmente, il tipico cappello piumato. La scultura è alta su un basamento in travertino opera di I. Mancini.

img_0523Sui lati maggiori del basamento si trovano bassorilievi in pietra di Trani che raffigurano personaggi e battaglie combattute dai bers

aglieri: Ponte di Goito, Luciano Manara, Porta Pia (a sinistra); Sciara Sciat, Enrico Toti, Riva di Villasanta (a destra).

L’iniziativa di realizzare un’opera che celebrasse il corpo dei Bersaglieri era stata portata avanti dall’Associazione Nazionale Bersaglieri sin dagli anni ’20, ma si concretizza solo dopo la mutata situazione politica nei rapporti tra Stato e Chiesa con la firma dei Patti lateranensi.

Il concorso per la realizzazione del monumento è bandito nel 1930 e i risultati sono attentamente vagliati dallo stesso Mussolini, dimostrando la volontà da parte del potere politico di operare scelte precise nel campo del linguaggio figurativo monumentale, individuando imodi di rappresentazione ritenuti più consoni.

L’opera presentata da Publio Morbiducci (1889-1963), con il suo impianto ancora di tipo ottocentesco, costituiva una realizzazione di facile impatto sul pubblico ed interpretava in modo autentico il carattere popolare del bersagliere. Lo scultore, all’epoca già noto per altri importanti monumenti, coniuga infatti nelle sue opere un esasperato realismo ed un forte vigore plastico.

Negli anni ’60 la statua è momentaneamente rimossa dal suo luogo originario per consentire i lavori per il viadotto di scorrimento sotto corso Italia ed è ricollocata al suo posto nell’inverno del 1965.

Per approfondire: http://www.specchioromano.it/Fondamentali/Lespigolature/2012/OTTOBRE/Il%20monumento%20del%20Bersagliere%20davanti%20a%20Porta%20Pia.htm