ACEA

Questa pagina racconta la storia dell’ACEA, un gruppo quotato in borsa che opera nei settori idrico, della distribuzione e vendita dell’energia elettrica e dell’ambiente (gestione rifiuti e produzione energia). Capogruppo è l’ACEA S.p.A. Nel settore idrico ACEA è 1° operatore in Italia con circa 8,5 milioni di abitanti serviti. Nel settore delle reti di distribuzione ACEA è 3° operatore in Italia con 11,0 TWh di elettricità distribuita. Nel settore Energia ACEA è il 3° operatore in Italia con oltre 15 TWh di volumi venduti di energia elettrica. Nel settore Ambiente ed Energia, ACEA è il 5° operatore in Italia con circa 550 mila tonn./anno di rifiuti trattati.

  • 1909 nasce l’Azienda Elettrica Municipale (AEM) del Comune di Roma con l’obiettivo di fornire energia per l’illuminazione pubblica e privata.
  • 1912 viene inaugurata la Centrale Montemartini.
  • 1922 anno della marcia su Roma. Uno dei temi principali dello scontro interno alla maggioranza sono proprio le aziende pubbliche comunali, tra cui l’AEM (Azienda Elettrica Municipale) e l’ATM (Azienda Tranviaria Romana), che i fascisti attaccano furiosamente nel consiglio comunale.
  • 1937 AEM diventa AGEA Azienda Governatoriale Elettricità e Acque, con il conferimento del servizio di gestione degli acquedotti. Cominciano i lavori dell’Acquedotto del Peschiera.
  • 1945 L’AGEA assume la denominazione di ACEA Azienda Comunale Elettricità e Acque.
  • 1945 Alla fine della Seconda Guerra Mondiale Roma può contare solo sulla Centrale Montemartini.
  • 1964 Scade la concessione alla società Acqua Marcia per la gestione dell’Acqua Pia e l’ACEA rileva la parte della società interessata a tale servizio e acquisisce la gestione dell’intero servizio degli acquedotti romani.
  • 1985 ACEA acquisisce il servizio di depurazione delle acque reflue di Roma, ponendo le basi per la gestione integrata di tutto il ciclo idrico.
  • 1989 ACEA assume la gestione del servizio di illuminazione pubblica del Comune di Roma e cambia la denominazione in ACEA Azienda Comunale Energia e Ambiente.
  • 1998 ACEA diventa società per azioni.
  • 1999 ACEA SpA quota in Borsa il 49% del capitale. La società si organizza in Holding e viene costituito il Gruppo ACEA con ACEA SpA che controlla ACEA Distribuzione, ACEA Trasmissione, ACEA ATO2 2000.
  • 2001 Il Gruppo ACEA acquisisce da Enel SpA il ramo di distribuzione di energia nell’area metropolitana di Roma. ACEA Distribuzione SpA diviene così il secondo operatore di distribuzione di energia elettrica a livello nazionale.
  • 2002 ACEA si concentra sul consolidamento e l’espansione del core business. Si conclude l’iter per la gestione del ciclo idrico integrato nell’ATO2 – Lazio centrale e viene acquisito l’intero servizio fognature nel Comune di Roma. ACEA crea una joint venture strategica nel settore energia con la belga Electrabel SA.
  • 2003 Nel settore energia sono operative le Società frutto della joint venture con Electrabel; ACEA acquisisce una partecipazione in Tirreno Power e definisce un piano di potenziamento della produzione. Nel settore idrico, ACEA cura la gestione del servizio idrico integrato in nuovi Ambiti Territoriali Ottimali e si conferma primo operatore nazionale.
  • 2004 ACEA si aggiudica la gestione dell’illuminazione pubblica di Napoli.
  • 2006 La Società entra nel settore della termovalorizzazione con l’acquisizione di TAD Energia e Ambiente.

Accademia Tedesca di Villa Massimo

L’Accademia Tedesca ha sede in via di Villa Massimo 1.

L’Accademia Tedesca DI Villa Massimo nacque nel 1910 come fondazione.

L’Accademia mette a disposizione borse di studio per dare la possibilità, a giovani artisti (nelle arti figurative), architetti e compositori, di soggiornare a Roma, offrendo anche le necessarie condizioni di lavoro.

Riaperta nel 2003, dopo i lavori di restauro, il suo programma prevede regolarmente esposizioni, concerti e incontri di lettura.

Per approfondire: www.villamassimo.de.

Spiagge al Flaminio

fl2-spiaggia-davanti-largo-antonio-sartiLungo la riva sinistra tra ponte Milvio e Ponte Risorgimento, lungo l’attuale Lungotevere Flaminio, da sempre si è estesa una lingua di sabbia fluviale che costituiva l’arenile più bello di tutto il Tevere nella zona di Roma.

Nei secoli, la gioventù’ romana ha sempre mostrato una spiccata tendenza a immergersi nelle acque. Con la caduta Continue reading

Duilio Cambellotti

fl2-duilio_cambellotti_1908Duilio Cambellotti (1876-1960), romano, è stato un artista italiano di arti grafiche e di arti visive. E’ uno degli artisti più validi in Italia dell’Art Nouveau e l’esponente più famoso della schiera di artisti e nello stesso tempo artigiani che operano nella prima metà del Novecento. E’ stato illustratore di libri e riviste, incisore, xilografo, pittore, scenografo, architetto, decoratore, arredatore, designer, grafico, cartellonista pubblicitario, progettista di suppellettili, oggettistica e componenti d’arredo, scultore, ceramista e illustratore.

Duilio Cambellotti nasce a Roma da padre intagliatore e doratore, che per primo gli impartì gli insegnamenti e la passione per le arti applicate, terminati gli studi di ragioneria, si iscrive al corso triennale di “decorazione pittorica e disegno applicato alle industrie artistiche”, presso il Museo Artistico Industriale di Roma.  Uscito dalla scuola, Cambellotti inizia l’attività di grafico ed è tra i primi in Italia ad aderire alle idee di William Morris sulla necessità di ridare qualità all’artigianato. Continue reading

Esposizione Universale

Nel 1911 il cinquantenario dell’Unità d’Italia fu celebrato con una Esposizione Internazionale che si articolava in due grandi esposizioni: una a Torino dedicata alla tecnica; l’altra a Roma dedicata alle arti e alla cultura. L’obiettivo dell’Esposizione è quello di mostrare al mondo i progressi compiuti dalla Nazione.

Il programma della manifestazione a Roma prevedeva:

  • una mostra regionale ed etnografica allestita nella Piazza d’Armi (l’attuale piazza Mazzini) dove è realizzata una “fantasmatica città di tela e di gesso” costruita per l’occasione e destinata a scomparire a chiusura dei festeggiamenti. Negli edifici dedicati alle regioni italiane, realizzati sotto la regia dei più importanti architetti dell’epoca tra i quali spicca Marcello Piacentini, è organizzata una vastissima “Mostra Etnografica e Regionale” dalle cui raccolte trarrà origine il nucleo principale delle collezioni del Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni Popolari, oggi all’EUR
  • una mostra internazionale di Belle Arti a Vigna Cartoni (Valle Giulia) nell’edificio ideato da Cesare Bazzani denominato Palazzo delle Esposizioni (oggi Galleria Nazionale d’Arte Moderna);
  • una mostra archeologica alle Terme di Diocleziano;
  • la mostra del Risorgimento e delle raccolte garibaldine all’interno del monumento a Vittorio Emanuele (inaugurato per l’occasione);
  • alcune ‘mostre retrospettive a Castel Sant’Angelo: topografia romana, numismatica, epigrafia, arte medievale, stoffe, strumenti, mobili, fotografie, ecc.
  • una esposizione di architettura sul tema della Casa Moderna; la mostra suddivisa in due concorsi, impegnò gli architetti a presentare alcuni progetti di edifici, i migliori dei quali sarebbero stati effettivamente realizzati nell’area dall’esposizione: i villini costruiti su lungotevere delle Armi sono la testimonianza di questi sforzi.

Nonostante la provvisorietà delle maggior parte delle realizzazioni, il lavoro svolto allora ha lasciato una traccia indelebile nella sistemazione urbanistica di interi quartieri della Capitale costruiti tra Vigna Cartoni (oggi Belle Arti) e Piazza d’Armi (oggi quartiere Delle Vittorie).

Per approfondire:

Pagine correlate:

Ponte del Risorgimento

Il Ponte del Risorgimento supera il Tevere tra Ponte Duca d’Aosta e Ponte Matteotti e collega il quartiere Flaminio con il quartiere delle Vittorie. Sulla sponda del quartiere Flaminio si innesta su Piazzale delle Belle Arti, tra lungotevere delle Navi e lungotevere Flaminio, dove inizia viale Belle Arti. Sulla sponda del quartiere Delle Vittorie si innesta su Piazza Monte Grappa, tra lungotevere delle Armi e lungotevere Guglielmo Oberdan, dove iniziano viale Giuseppe Mazzini e via Marcello Prestinari. Continue reading

Muraglioni del Tevere. Approfondimento

Questa è una approfondimento della pagina Muraglioni del Tevere.

La vicenda della realizzazione dei cosiddetti muraglioni del Tevere e dei connessi lungotevere è mossa dall’alluvione del dicembre 1870, quando il Re Vittorio Emanuele arriva per la prima volta in visita nella sua futura capitale, agognata da decenni, e si trova tutta la città (l’attuale centro storico) invaso dall’acqua. Continue reading

Spiaggia Polverini

File: [Ponte_milvio.jpg] | Thu, 08 Dec 2016 16:03:05 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.orgLa spiaggia Polverini (o spiaggia dei Polverini) era una spiaggia sulla riva sinistra del Tevere appena dopo Ponte Milvio, frequentata dai bagnanti fin dal 1800, era così chiamata dal nome di un barcarolo romano che offriva il servizio di traghetto verso l’altra sponda del fiume, la zona di Prato Falcone.

La spiaggia Polverini era famosa per la sua tranquillità e la sua bellezza, grazie alla sabbia bianca e finissima e all’incomparabile scenario verde di Monte Mario col suo poetico pettine di cipressi, su a Villa Mellini, decantati da D’Annunzio.
fl3-spiaggia-polverini-1Inaugurata nel 1895, quando i cantieri dei Muraglioni del Tevere distruggono tutte le spiagge che esistevano a Roma (basti pensare alla Renella giù a Trastevere), questa spiaggia viene attrezzata con capanni dalla Società Romana Nuoto.

Inizialmente, è frequentata dagli appassionati della vita sul fiume, i cosiddetti fiumaroli, gente di tutte le estrazioni sociali che amava prendere il sole sul fiume, fare il bagno, remare in barca. Dopo la costruzione del Ponte Duca d’Aosta, la Spiaggia Polverini si afferma definitivamente e diventa sede della “tribù dei pellerossa” e della “tribù tintarella”, comitive di giovani romani sempre pronti a festeggiare qualcosa. Tfl3-spiaggia-polverini-2ante erano le gesta e le bizzarrie di questi frequentatori del fiume: protagonisti di tuffi dalle spallette dei ponti o da trampolini montati sui muraglioni, si sfidavano in gare ed esibizioni natatorie in qualsiasi stagione dell’anno, sulla breve e sulla lunga distanza. La più famosa di queste sfide è certamente quella di Armando Sannibale che nel 1911 scommise e vince ben tremila lire, nuotando in venti ore per oltre cento chilometri da Orte fino a Roma.

Nel 1927 parte della spiaggia Polverini fu inglobata nella sede dei Cavalieri di Colombo (DA VERIFICARE). Un’altra parte fu occupata dai “marinaretti del Duce”, una colonia modello che accoglieva fine a 160 allievi, nella quale fu costruito in cemento, nelle reali dimensioni, il ponte del brigantino Caio Duilio dell’Accademia Navale di Livorno, completo di alberi e vele.

fl3-spiaggia-polverini-3-roma-sparitaPagine correlate: Il quartiere Flaminio e il fiume, Spiagge del Flaminio, Fiumaroli, Albero Bello,

Bibliografia: M.Matteucci. La via Flaminia. EBS Print

Fiumaroli

Er barcarolo va’ contro corfl3-spiaggia-polverini-3-roma-sparitaente“, recita la famosa canzone Barcarolo romano, musicata e cantata da Romolo Balzani e questo mestiere ha accompagnato le vicende cittadine per secoli, quando il Tevere era utilissima via di comunicazione cittadina non solo per la gente ma anche per le merci. Lungo il fiume c’erano i barcaroli, che traghettavano i passeggeri lungo il fiume, e poi quelli che risalivano il fiume con le merci. Le imbarcazioni dei traghettatori si chiamavano “schifetti”, manovrate abilmente mediante un unico remo. Già da allora molti erano abusivi e venivano  perseguiti dalla legge. Continue reading

ICP Flaminio I

fl2-icp-flaminio-iPercorrendo viale Tiziano da viale delle Belle Arti, dopo il giardino delle Belle Arti e via Fratelli Archibugi, si nota sulla sinistra un grande cartellone pubblicitario. Copre una parete cieca di un edificio che sembra tagliato a metà. Basta superare il grande palazzo per rendersi conto che il giardino tra via Flaminia e viale Tiziano prosegue e ci si chiede come mai quel massiccio edificio sia proprio lì, peraltro in una posizione ingombrante, vicino alla graziosa chiesetta di Sant’Andrea del Vignola.

E’ uno dei primi fabbricati costruiti dall’Istituto per le Case Popolari che dal 1903 affronta a Roma il tema dell’edilizia sociale e, in particolare, questo edificio del 1905 è la prima e unica costruzione di quello che doveva essere il complesso ICP Flaminio I.

icp-flaminio-i-mappa-igm-1924Il complesso, progettato da Quadro Pirani, l’architetto del quartiere di San Saba, non rientra in un piano organico di costruzione di un quartiere (che allora non esisteva) ma è pensato sull’onda delle pressanti esigenze del momento e si sarebbe dovuto sviluppare su diversi grandi edifici e estendere da viale Tiziano fino al Tevere, esattamente come il successivo intervento realizzato dallo stesso Istituto ICP nel quartiere Flaminio un poco più avanti (complesso ICP Flaminio II).

Con la costruzione di questo primo edificio, si sollevano notevoli polemiche legate alla difesa della regola urbanistica di non edificazione della fascia tra via Flaminia e viale Tiziano che portano al blocco del cantiere del complesso e alla demolizione di altre costruzioni in parte già realizzate (vedi foto fl1 Ponte Risorgimento. Veduta aerea.jpg). Del grande complesso resta oggi questo edificio dalla testata mutilata che sembra essere lì per caso, o per sbaglio, con funzioni di spartitraffico.

File: [Ponte_risorgimento.jpg] | Thu, 08 Dec 2016 15:52:30 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio  www.laziowiki.org

Inutili sono stati fino ad ora i tentativi di demolizione per l’indubbia difficoltà di offrire agli abitanti alloggi in una posizione di analogo prestigio.

Nei dintorni: viale delle Belle Arti, Palazzo Borromeo, Sant’Eugenio, Villa Balestra

Bibliografia:

  • “Istituto Case Popolari Roa 1903-1953. Cinquant’anni di vita dell’ICP di Roma” Roma ICO, 1953