Una chiesetta stretta tra il tram e un palazzone

fl2-santandrea_del_vignola_1Sant’Andrea del Vignola o Sant’Andrea a via Flaminia è una piccola chiesa situata tra via Flaminia e viale Tiziano, in corrispondenza dell’incrocio con via Luigi Canina e via Enrico Chiaradia.
Oggi la chiesa è nel giardino che separa la via Flaminia e il viale Tiziano, realizzato nel Novecento dove si estendevano i giardini cinquecenteschi della Vigna Bassa di Villa Giulia e poi del parco del non lontano Palazzo Borromeo.

Oggi la chiesa è “all’ombra” di un un grande palazzo, uno dei primi interventi in Roma dell’Istituto Case Popolari, detto ICP Flaminio I, opera del 1905 di Quadrio Pirani, il creatore del quartiere di San Saba. Con la costruzione di questo edificio si sollevarono notevoli polemiche legate alla difesa della regola urbanistica di non edificazione della fascia tra via Flaminia e viale Tiziano che portarono al blocco del cantiere (l’edificio infatti è costruito a metà). Ma non lasciatevi ingannare dalla piccolezza della chiesetta nei confronti dell’opprimente palazzo né da come è stata incredibilmente maltrattata da scelte urbanistiche scellerate, attente alle sole esigenze del trasporto, privato o pubblico che sia: Sant’Andrea è un gioiello del più maturo Rinascimento.

L’edificio è un parallelepipedo in laterizio lasciato a vista su tre lati. La facciata è di peperino con un portale fiancheggiato da lesene e sovrastato da un timpano triangolare. La chiesa, unica nel suo genere, presenta una volta impostata su una cornice interna ovale e la cupola è una semicalotta ovale. L’interno è costituito da un’aula rettangolare con un piccolo abside anch’esso rettangolare con affreschi del Sermoneta e di Pellegrino Tibaldi. Il progetto architettonico è di Jacopo Barozzi da Vignola.

Papa Giulio III la fa erigere verso il 1553 come una cappella privata, all’interno del complesso della sua villa suburbana (villa Giulia), per sciogliere un voto fatto in occasione della sua fuga dai Lanzichenecchi che avevano messo a sacco Roma nel 1927 quando, ancora semplice prelato di curia, era stato dato in ostaggio da Clemente VII al Lanzi in pegno di una forte somma di denaro promessa, probabilmente destinato ad essere giustiziato vista la poca volontà di pagare da parte del papa. La fuga avviene il 30 novembre, giorno dedicato all’apostolo Andrea.

Dal punto di vista architettonico, malgrado le sue minute dimensioni, la piccola chiesa rappresenta un’importante testimonianza della sintesi tra cultura umanistica, con le chiese a pianta centrale in cui i fedeli sono molto vicini all’officiante, e quella della Controriforma dalla seconda metà del Cinquecento in poi, caratterizzata da edifici di culto a pianta longitudinale che allontanano i fedeli dai misteri sacri. Inoltre le sue linee architettoniche richiamano i templi dedicati agli imperatori romani divinizzati, a partire dal Pantheon in cui è appunto presente una cupola ovale.

Il valore eccezionale di questo piccolo edificio è dovuto alla compresenza di un rigore architettonico «da trattato», proprio del Vignola, con degli elementi di libertà compositiva che sono propri della cultura manieristica dell’epoca, e tra Sette e Ottocento sarà un monumento preso in grande considerazione dagli architetti e teorici classicisti. Tenendo anche conto che l’edificio doveva risaltare molto di più di oggi un secolo fa, quando appariva isolato nella campagna lungo la via Flaminia, avendo come sfondo la rupe dei Parioli.

La cupola e l’intera chiesa subì degli interventi di parziale restauro negli anni 1826-1830 ai quali partecipò anche l’architetto Giuseppe Valadier, architetto noto anche per la sistemazione di piazza del Popolo e della terrazza del Pincio. Ulteriori interventi vennero realizzati nel novecento sulla cupola, ripristinando il rivestimento della cupola in piombo e “coccio pesto” e restituendole in tal modo l’originaria resa cromatica, e sul particolare pavimento policromo della chiesa.

Oggi la chiesa è sempre chiusa e affidata alla Comunità Egiziana Copta di Roma. Ogni domenica pomeriggio, infatti, è luogo di ritrovo per la comunità copta cattolica di Roma.

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